
Nel guscio autunnale le mie ginocchia si piegano.
Le labbra succhiano cristalli bromo joidici, tra le articolazioni tenere e flessibili.
Il mio viso frammentato e coperto di foglie in stoffa colorata, si perde nella geometria di una valigia.
Sulla pelle un assaggio di freddo artificiale nel quadrato rifugio di un eurostar.
E non vorrei mai lasciarti andare via.. e non vorrei mai sentire il distacco.
Ma è già di nuovo partenza, e un disegno di sole tra le dita.