
Il giorno ha uno schianto nella parola.
Continuo a rivedere sprazzi di giorno dietro un sèparé nel ristorante greco.
La lingua di Claudio sempre mista a luci di Boston, ciarlare sporcando la pronuncia.
La prima volta non doveva andare nel verso giusto, ma in qualche verso poeta..
Mi chiedo perché ho distorto le tue parole gentili e poi mi sono tormentata fino al mattino.
Mi hai chiesto se mi sentivo già autunno, già spoglia di questo caldo che tormenta gli occhi.
Ti ho risposto che potevi avvicinati di più a questo mio ritorno, a queste gemme brunite e verdi.
Forse ti sono sembrata abbastanza esplorante del tuo mondo, fatto di carta pesta e pezzi di disgelo.
Ti posso ancora vendere del bianco in questo cielo nero-blu.